Racconto erotico: Capitolo XIII

“Cuckold Story”


L’evoluzione della nostra giovane coppia, il racconto della storia, delle emozioni e dei sentimenti che ci hanno condotto a realizzare le nostre più nascoste fantasie…

Autore cucky-ita

Capitolo 13: Sprazzi di normalità.

GIULIA: Buongiorno cucciolo! Hai intenzione di dormire fino a mezzogiorno?!


Aprivo gli occhi, il mio amore era distesa accanto a me, nel nostro letto. Era già truccata e vestita, pronta per uscire di casa e affrontare una nuova giornata lavorativa. La frizzantezza degli ultimi giorni, incideva positivamente sul suo umore, contribuendo a renderla ancora più attiva e splendente.


Il sonno mi aveva rigenerato, procurandomi un minimo di sollievo da quello sconvolgente turbinio di emozioni. La settimana era ancora lunga, avevo un bel po’ di tempo per prepararmi al meglio allo scioccante weekend. Secondo i patti eravamo liberi, non era previsto nessun incontro libertino. Era tutta a mia disposizione:


IO: Buongiorno amore! Yawn! Che dormita! Sei già pronta per uscire, tutta stragnocca! Peccato che oggi non possa dilettarti in alcuna zozzeria con il tuo amante!

GIULIA: Neanche apri gli occhi che già fai il porco pensando a quello! Già, hai ragione, è un vero peccato! Si sarebbe divertito a sfilarmi questo vestitino! Ma non temere, sabato sarò ancora più in tiro, tutta per lui!

IO: Mmmh, la mia troietta ha proprio voglia di cambiare cazzo e aprire le gambe al suo dolce collega… hai già la figa bagnata al pensiero di farti carina e farti montare?! Vediamo!

GIULIA: Oh sì, sono sempre umida per lui! Vedo che anche il tuo cazzo non trattiene la voglia, all’idea di essere cornuto! Fammelo toccare, mhmm…!


La situazione mi si stava ritorcendo contro. Dovevo essere io a condurre il gioco non esserne sedotto. Il peccato era troppo allettante; cedevo ai suoi sospiri e abbandonavo ogni controllo, vendendomi schiavo a quel piacere:


GIULIA: Sabato me lo scopo, lo faccio entrate nella mia fighetta, senza protezione… sono sicura di vincerla questa scommessa! Ci pensi, quanto godrà nell’usarla per il suo piacere? Mi farò trombare come desidera, per tutto il tempo che vuole! Chissà quanto urlerò in quella stanza d’albergo!

IO: Mhmm… sei proprio una cagna! Quanto ti diverti a fare la stronzetta!? Ti eccita cornificarmi?

GIULIA: Tanto, ma a te di più! Per questo mi riesce così bene fare sempre peggio! Con quei messaggi mi hai dato la conferma. Ora posso approfittare come voglio delle tue fantasie e realizzare ogni mio capriccio sessuale! … Quanto è duro! … Stai ripensando alla conversazione di ieri? Forse potevi essere un po’ più appassionato nella buonanotte che gli hai mandato; io sarei stata decisamente più calda! Gli avrei scritto quanto mi mancava il suo bel cazzo depilato! Infine l’avrei ringraziato per aver leccato con tanta passione la mia fighetta! Per farmi perdonare della tua mancanza, potrei fargli una pompa in ascensore! Sei d’accordo? … Ora ti mostro come succhierei!


Il mio autocontrollo, già allo stremo per gli umilianti sospiri, vacillava inevitabilmente davanti ai colpi della sua calorosa bocca. Il miglior risveglio che potessi desiderare! Era innata la sua capacità di leggermi nel profondo, stuzzicando le mie voglie più intime ed esumando persino quelle più perverse e segrete. Venivo. Osservavo il mio amore che, dopo aver ingoiato parzialmente il mio piacere, si ripuliva con un tovagliolo, attenta a non macchiare gli abiti che l’avrebbero accompagnata per tutta la giornata:



GIULIA: È stato troppo facile! Più faccio la zoccola, più ti piace! Ops.,sono tornata a +3, avevi appena recuperato un punticino! Ogni tua sborrata espone la mia fichetta al rischio del suo cazzo nudo che mi penetra!

IO: Lo so! Non posso resisterti quando fai così!

GIULIA: È questa la parte divertente! Comunque, ora devo andare tesoro! Visto siamo entrambi liberi, stasera pensavo di organizzare un aperitivo con Sonia e le altre. Ti ho lasciato il caffè, buona colazione!

IO: Te vai già! Va bene, forse ci farà bene staccare un po’ e svagarci! Aggiornami dopo e fai la brava!


La giornata trascorreva lisca. Quel pompino mattutino mi aveva messo di ottimo umore. L’unico tarlo che mi assillava, era la lingua di Alessandro che aveva assaggiato il frutto proibito della mia ragazza. Ero geloso di quel prezioso profumo. Potevo definirmi il solo ad averlo assaporato direttamente dalla fonte, prima che il bastardo osasse tanto.


Giulia m’informava dei piani per la serata: dopo averla presa da lavoro, avremmo raggiunto Sonia e alcune loro colleghe universitarie in locale nel centro storico, per un classico aperitivo. Mancava ancora qualche minuto alle diciassette, parcheggiavo e scendevo dall’auto per fumare una sigaretta e ingannare l’attesa. I primi dipendenti iniziavano a fluire fuori dalla sede lavorativa di Giulia. Nel via via generale, distinguevo qualche viso conosciuto, ma solo uno attirava la mia attenzione, quasi gelandomi il sangue: quello di Alessandro. La sua macchina era parcheggiata nelle vicinanze. Avrei preferito fare finta di non vederlo, ma il nostro sguardo s’incrociava; accennava con fierezza un saluto, senza preoccuparsi troppo di celare un ghigno beffardo e fastidioso. Non era paranoia, era palese la sua soddisfazione. Si allontanava orgoglioso a bordo della sua auto, la stessa nella quale il giorno prima, aveva vissuto diverse ore di passione con la mia fidanzata. In lontananza, scorgevo finalmente Giulia che si avvicinava baldanzosa: 


GIULIA: Ciao amore, scusa per il ritardo, parlavo con alcune colleghe!

IO: Ho incrociato il tuo amichetto poco fa. Ha avuto anche la faccia tosta di salutarmi!

GIULIA: Non fare il gelosone! Dovresti ringraziarlo, anche tu stai godendo un sacco grazie alle sue attenzioni!

IO: Com’è andata oggi? Novità sul weekend?

GIULIA: Non ne abbiamo parlato, ho fatto la brava tutto il giorno, basso profilo. Solo poco fa l’ho aspetto per prendere l’ascensore e salutarlo. Giusto qualche attimo di privacy, il tempo di una pomiciatina veloce con una mano sul culetto e l’altra sulle tette! Peccato, avrei proprio voluto che si fosse bloccato, ricordi il bocchino che gli avrei concesso! Per evitare di uscire insieme a lui, mi sono fermata a chiacchierare con una collega. Sarebbe stato imbarazzante trovarci tutti e tre nello stesso momento!

IO: Ora capisco perché il porco si gongolava, avevate appena limonato… Ora si sentirà solo nella sua Audi!

GIULIA: Mi piace che mi desideri, così sarà ancora più voglioso di avermi! Ora basta parlarne o mi viene voglia di andare a fargli compagnia! Raggiungiamo Sonia!



Il locale era gremito di gente. Raggiungevamo il nostro tavolo, dove ci attendevano Sonia e il suo gruppo di amiche. Fortunatamente non ero l’unico maschio, una delle ragazze era accompagnata dal fidanzato. Consumavamo un paio di cocktail e la serata scorreva leggera e spensierata. Sonia era una ragazza esuberante, amava stare al centro dell’attenzione. Ero attratto dal suo carattere femminista e risoluto; ammaliato da come trattava gli uomini come oggetti, mezzi per perseguire il proprio piacere. L’ebbrezza dell’alcol catalizzava la sua spavalderia, inibendo il timore di apparire troppo diretta e un po’ volgare. Intratteneva i presenti con espliciti resoconti dei suoi flirt occasionali. Adorava divertirsi, senza badare troppo a giudizi moralisti o a rigidi cliché. Dai suoi resoconti, non era raro, che si concedesse totalmente, alla persona giusta, sin dal primo appuntamento. Non disdegnava neanche i ragazzi occupati, che lei stesso definiva come quelli meno problematici e più facili da domare. Non aveva paura di palesare la sua intrigante indole, caratterizzata da spiccati tratti procaci e dominanti, dando l’impressione che sapesse come tenere a bada un uomo e usarlo per ogni suo capriccio.


SONIA: Avete visto che carini quei ragazzi laggiù? Il morettino credo di averlo già visto su Tinder. Giuly, accompagnami, vediamo se è interessato!


L’esibizionismo di Sonia non passava certo inosservato. Quei segnali seduttivi avevano attirato la loro attenzione, anche se molti preferivano indugiare sul corpo di Giulia, mangiandola letteralmente con gli occhi. Il gruppetto, coglieva la ghiotta occasione per offrire loro da bere e attaccare bottone. Seguivo la scena a distanza, risatine maliziose e qualche timido approccio. Di tanto in tanto, Giulia guardava nella mia direzione, come ad accertarsi che mi stessi godendo lo spettacolo! L’alto volume della musica, favoriva il contatto fisico; uno degli spasimanti si avvicinava a lei, sussurrando qualcosa nel suo orecchio. Qualcosa in lei stava cambiando, assecondava il suo interesse con movimenti lenti e sensuali. Mi eccitava vederla a suo agio in quel contesto; quasi desideravo che quel ragazzo, provasse a infilarle la lingua in bocca, invitandola poi a seguirla nel bagno degli uomini! Dopo un quarto d’ora, tornavano vittoriose al tavolo:


SONIA: Missione compiuta, si chiama Mattia e ho il suo numero! Antonio, scusami se ti ho rubato la fidanzata! Devi tenertela stretta, in pochi minuti ha fatto strage di cuori! Ancora qualche minuto e l’avrebbero violentata, fortuna l’ho portata via!

IO: Tranquilla Sonia, nessun problema! So quant’è speciale e mi fido di lei!

SONIA: Mi fa piacere la prendi così bene! Non è da tutti restare calmi mentre uno sconosciuto ci prova in quel modo! Sono dalla tua parte, non sopporto i fidanzatini appiccicosi! Poi non posso rinunciare a una spalla così perfetta!

GIULIA: Non ha motivo di essere geloso! Io gli dico tutto, proprio tutto! Ho lasciato il mio contatto Istagram a quel ragazzo, in fin dei conti non c’è nulla di male, è stato gentile e simpatico!

SONIA: Da come ti guardava, anche lui ti trovava molto simpatica, ahahah! Siete una coppia meravigliosa!



Quella condizione, invece che turbarmi mi aveva eccitato. Sonia, pur di raggiungere il suo scopo, avesse esposto la mia ragazza a quell’orda di maschi arrapati. Nutrivo, nei suoi confronti, una sorta di sudditanza psicologica, che mi induceva, quasi in modo innato, ad assecondarla. Il nostro rapporto suscitava la curiosità dell’altra coppia presente al nostro tavolo. Ammettevano di non riuscire a essere aperti come noi nei contatti esterni. Sonia ribadiva l’importanza un rapporto più libertino, dove la donna è protagonista, libera di esprimersi senza limitazioni. Ovviamente nessuno immaginava fino a che punto fosse lussuriosa la nostra relazione! Solo io e Giulia potevamo comprendere appieno la complessità di quella discussione. Terminata la piacevole serata, salutavamo e abbandonavamo il locale. I nostri ormoni erano in subbuglio, troppo per tornare subito a casa. Occultavamo la macchina nei pressi di una stradina alberata, pervasi dal feroce desiderio di fare l’amore. Sotto le stelle, ci abbandonavamo a quella passione travolgente.

To be continued

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