Racconto erotico: Capitolo XXIV

“Cuckold Story”


L’evoluzione della nostra giovane coppia, il racconto della storia, delle emozioni e dei sentimenti che ci hanno condotto a realizzare le nostre più nascoste fantasie…

Autore cucky-ita

Capitolo 24: Margherita.

L’anomala temperatura primaverile, sembrava scaldare gli animi e le voglie di tutta la gente che mi stava intorno. Uno strano entusiasmo scorreva nell’aria, seminando una vigorosa energia, capace di mettere chiunque di buon umore e stimolare la loro passione. Anche quel venerdì lavorativo, per me il giorno più indolente, era ormai concluso. Nel medesimo orario della settimana ormai trascorsa, Giulia aveva trovato il coraggio di salire sull’auto del collega. Baciandolo, aveva abbattuto la prima tessera del domino, dando inizio a una serie di prorompenti effetti a catena. Sembrava passata un’eternità, in realtà i fatti erano ancora freschi. Quella primavera aveva fatto sbocciare le nostre trasgressioni, nulla poteva arrestare la forza si quelle travolgenti pulsioni erotiche.



Assorto nella meditazione degli ultimi avvenimenti, mi ritrovavo a timbrare l’uscita davanti al badge. Avevo bisogno di un alleato per affrontare l’ultima serata prima del fattaccio. Chiedevo al mio amico Giovanni se volesse unirsi alla serata, caratterizzata da una netta predominanza femminile. Purtroppo aveva già dei programmi. Era anche per lui la stagione degli amori. Non nascondeva il suo entusiasmo per un inatteso appuntamento galante che avrebbe trascorso in compagnia di una misteriosa giovane barista, da poco conosciuta. Rimandava il nostro incontro al giorno successivo. Effettivamente sarei stato solo, non c’era motivo di rinchiudermi in casa per ventiquattro ore. Mi bastava inventare una scusa per giustificare l’assenza della mia ragazza. Potevamo improvvisare una serata tra soli uomini, proprio come ai vecchi tempi.


I miei pensieri si convogliano nuovamente sull’ormai imminente week-end. L’attesa mi stava distruggendo. Mi sentivo come un condannato a morte in attesa della già proclamata sentenza. Aver fissato quell’esecuzione con largo anticipo, faceva aumentare ancora di più la mia inquietudine; come per un criminale sul patibolo, non vi era alcuna speranza di salvezza. La loro smisurata aspettativa sulla romantica serata, faceva crescere ancora di più la mia ansia. L’autoerotismo era ancora una volta l’unica soluzione per riuscire a gestire la complessità delle mie emozioni e la ferocia dei dubbi sempre più incalzanti.


Quegli orgasmi segreti, iniziavano a farmi sentire in colpa. Mentre iniziavo a prepararmi per uscire, anche Giulia rincasava. La leggera brezza primaverile preservava la sua candida e morbida pelle. Mi appariva come un raro bocciolo seducente, che risplendeva di luce propria, in attesa di germogliare. Morivo dalla voglia di vedere con i miei occhi, i risultati del vergognoso ricatto di Alessandro:


IO: Bentornata amore. Com’è andata dall’estetista?

GIULIA: Benissimo, è liscia e delicata come i petali di un fiore! Peccato non sarai tu a cogliere questa bellezza floreale!

IO: Mhmm, hai anche smaltato le unghie. Vieni qua e fatti toccare, voglio vederla!

GIULIA: Magari più tardi, sono impaziente di scegliere il completino intimo! Mi serve giusto il tempo di una doccia e un cambio abito.

IO: Io sono già pronto, vi siete visti oggi? Ci sono nuove indiscrezioni sulla serata fuori città?

GIULIA: Ovviamente, ci siamo salutati limonando in ascensore! L’unica nuova notizia è che passerà a prendermi alle 17.00 di domani.

IO: Ancora in ascensore? Dai, si era detto di essere discreti almeno a lavoro, cosa avete fatto?

GIULIA: Pensavi scherzassi ieri? Siamo risaliti dal piano terra al decimo piano non so quante volte, ci abbiamo messo più del previsto per abbandonare la struttura! A un certo punto, ho alzato maglietta e reggiseno, per offrirgli le mie tette, proprio come ti avevo promesso! A lui non è dispiaciuto, si è tuffato con la faccia, leccando tutto quello che voleva senza ritegno!

IO: Che zoccola! Pensavo ti piacesse farti desiderare. Ti scoperà appena arrivati in hotel, come una volgare sgualdrina, se continui a lasciarti trattare in questo modo.

GIULIA: Dici? Io invece prevedo lunghissimi preliminari. Dovrà adorarmi tutta la serata se vorrà penetrare il mio fiorellino! Non posso continuare a fare solo la troietta sottomessa. Tu invece, sicuro di non esserti segato? Mi sembri fin troppo indifferente alle nostre porcate.

IO: Garantito amore, è dura ma cerco di resistere! Prima di venire devo assolutamente pareggiare il nostro conto!

GIULIA: Non è un problema! Per vincere mi basta gestire il mio vantaggio! Finisco di prepararmi, prima che mi vengano strane idee pensando ad Ale! Ci metto solo qualche minuto!



La tampinavo fino alla porta del bagno, sedotto dal suo delizioso profumo. Come un’ape attratta dal polline, perlustravo il suo collo, lambendolo con morbidi bacetti. Lei apprezzava la mia dolcezza, sfilando il reggiseno e ricambiando le mie attenzioni. Mi spostavo sul seno, dove poco prima la lingua di Alessandro aveva assaporato i suoi capezzoli. Lei mi lasciava fare, massaggiandomi delicatamente i genitali attraverso i pantaloni. Era ormai una sfida di nervi, dove ognuno dei due contendenti tentava di far cedere l’altro. Solo quando provavo a intrufolarmi dentro le sue mutandine, mi allontanava, scacciandomi fuori e richiudendo la porta alle sue spalle.


Giulia faceva la difficile, ostentando la sua virtù, consapevole di quanto desiderassi toccare quella fighetta appena depilata. Fremevo per averla, ma lei amava troppo tenermi sotto scacco; voleva essere venerata per tutta la serata, prima di offrirmi la sua succosa prelibatezza che custodiva, non troppo gelosamente, tra le gambe:


GIULIA: È da ieri che continui a tirartela, a stento mi lasci strusciare sul tuo cazzo. Se continui così, sarà Alessandro il primo a vederla e toccarla! In fin dei conti, è solo per lui che ho rimosso ogni singolo pelo! Sicuro di non voler scoprire quanto è liscia? Vuoi lasciare a lui anche quest’onore?

IO: Se apri questa porta ti violento direttamente sotto la doccia! Ti scoperò così forte, che dovrai disdire il tuo appuntamento!

GIULIA: Mi dispiace ormai è tutta sua e vuole trovarla bella stretta! Sarà lui il prossimo a sfondarla e farmi gridare di piacere! Solo dopo essere diventato davvero cornuto potrai reclamarla! Non ti prometto nulla comunque, mi riservo di valutare se dartela, in fin dei conti potrei essere ancora troppo stanca e indolenzita!


Le provocazioni continuavano a susseguirsi, anche fuori dal bagno. Una volta uscita, iniziavo a pedinarla, cercando di palparla ovunque e sempre continuando a molestarla. Lei accennava una flebile resistenza, divertita dalla situazione. Giocavamo, ci abbracciamo e continuavamo a prenderci in giro, mai stanchi di unire le nostre lingue. Anche noi stavamo vivendo, in prima persona, la stagione degli amori. Era tutto bellissimo. La nostra complicità continuava a crescere e a rafforzare la nostra intesa. Il miele che si celava tra le sue cosce, era ormai la fonte della mia perversione. Piastrava i capelli e indossava uno dei suoi più corti vestitini. Le unghie dei piedi e delle mani erano smaltate di rosso fuoco. Il colore della passione non era stata una scelta casuale. Giulia era davvero irresistibile. Mentre ultimava il make-up, mi osservava attraverso lo specchio con un sensuale sguardo ricco di superbia:



GIULIA: Questo vestitino è così corto che dovrò prestare molta attenzione per non far vedere le mutandine! Forse farei prima a evitare di metterle!

IO: Sei pazza! Dobbiamo andare in un locale notturno, sarà strapieno di gente! Da quando sei così esibizionista?

GIULIA: Beh, ultimamente è aumentata molto la nostra voglia di trasgredire. Ma penso sia più il risultato della tua provocazione di poco fa.

IO: Ne abbiamo dette così tante! A cosa ti riferisci?

GIULIA: Mi hai fatto ingelosire con quelle stupidate che hai detto su Francesca! Lo so, anche lei è una strafiga, ma tu devi avere occhi soltanto per me. Pretendo di essere io la tua unica regina!

IO: Fammi capire, puoi succhiare il cazzo del tuo collega, limonarci in ascensore e fare la troia nella sua auto ma io non posso fantasticare sulla tua amichetta?

GIULIA: Esattamente, proprio quello che intendevo! Ah, hai dimenticato una cosa… aggiungi che domani me lo scoperò in una camera di hotel! Devi adorarmi, solo a me è concesso ogni privilegio nell’adulterio!

IO: Mhmm, quanto mi fai eccitare quando t’immedesimi in una principessa viziosa e stronzetta!

GIULIA: Pretendo una prova della tua fedeltà. Se sarò soddisfatta, potrei anche graziarti e indossare le mutandine!

IO: Tutto quello che desideri mia regina! Che cosa devo fare?

GIULIA: Per iniziare dimmi che per te sono la più bella e l’unica che desideri. Poi, un bacetto sul mio piedino sarà sufficiente per farti perdonare!


Come potevo non ottemperare alla sua richiesta? Ormai truccata e con indosso quegli abiti succinti, mi appariva incantevole; era l’incarnazione di una dea. Trovavo molto erotici e invitanti i suoi piedini, perfettamente curati e smaltati di rosso erano veramente sensuali. Ultimamente le lusinghe, mi chinavo per baciarli. Le mie labbra si posavano sulla sua pelle vellutata. Per dimostrare la mia devozione, indugiavo per qualche secondo, reiterando più volte la sua insolente pretesa.



GIULIA: Bravo schiavetto, dovevo essere sicura che non ti fossi messo strane idee in testa! Voglio che tu sia solo mio!

IO: Non ti tradirei mai con nessun’altra amore mio!

GIULIA: Lo so, ma così è ancora più piacevole metterlo in chiaro! Usciamo, o faremo tardi per raggiungere gli altri. Sonia ci presenterà la sua nuova fiamma. Ricordi Mattia? Il ragazzo che le ha lasciato il numero qualche sera fa! Forse eri più concentrato sul suo amico che non mi toglieva gli occhi di dosso!


Anche Sonia era finita preda della stagione degli amori; ma non sarebbe stata l’ultima vittima della serata. Con quella misteriosa energia che elettrizzava l’aria, tutto poteva succedere. I fiori non erano l’unica cosa che sbocciavano in quella calda primavera; le perversioni della mia ragazza si stavano inevitabilmente evolvendo.

To be continued

Capitolo successivo 
Capitolo XXV: Concorrenza.

Capitolo precedente ↡
Capitolo XXIII: Assestamento e sopportazione.

Racconto erotico

Torna alla Home page