Racconto erotico: Capitolo XXXVIII

“Cuckold Story”


L’evoluzione di una giovane coppia, il racconto della storia, delle emozioni e dei sentimenti che hanno permesso di realizzare le più nascoste e perverse fantasie…

Autore cucky-ita

Capitolo 38: Dio del sesso.

Il tempo e lo spazio si fermavano davanti a quelle suppliche. Conscio e inconscio diventavano ambigui e confusi. L’unica certezza, era la volontà di quel cazzo che, muovendosi a rallentatore, aveva persuaso la fighetta della mia dolce fidanzata, a restare succube e vogliosa nell’accoglierlo. La cappella aderiva all’orifizio vaginale, gli umori agevolavano il suo percorso. I loro volti eccitati reclamavano quelle emozioni; pregustavano il piacere di quella sensuale movenza e si preparavano ad abbandonarsi all’estremo godimento, soggiogandosi alla sensazione di calore e pienezza:


“Mhmm, che aspetti a penetrarmi, voglio essere tua. Ti sto supplicando. Lo so, ti eccito inerme e sottomessa. Va bene, lo dirò ancora una volta, con l’ultimo filo di voce che mi resta in gola: “Scopami”. Sì, eccolo che arriva… mhmm, la tua cappella è già entrata. Inizia a scivolare dentro di me, quanto è duro! Sono un lago, erano troppi giorni che lo aspettavo. Riesci a sentirla quanto è calda e vogliosa? Non temere di farmi male, spingimi il cazzo fino in fondo. Riempimi, fammi percepire quanto è grosso, lo voglio tutto, fino in profondità; desidero più di ogni altra cosa sentirmi piena e dilatata. Mhmm, come ti muovi bene. I tuoi baci sono ancora più passionali adesso. Non ci credo, sto facendo l’amore con un altro uomo… e mi piace… tanto. Forse è la mia passerina troppo stretta per l’astinenza, o forse hai davvero il cazzo più grosso di quello del mio ragazzo; infilami la lingua in bocca adesso, o inizierò a gemere senza ritegno.”



“Ti muovi in modo così diverso, mi piace questa sensazione. Anche se è la prima volta, sembra che hai già capito la giusta cadenza, per farmi impazzire. Voglio spalancarti le cosce ancora di più. Cazzo, si capisce quanto sei esperto; sai bene come far godere una donna! È ancora presto per fare la zoccola, ma ti vorrei già dire che mi piace di più scopare con te, rispetto al mio ragazzo! Sto già faticando a resisterti; se continui ad agitarti così, dovrò cedere al primo orgasmo. Mhmm, ti piace toccarmi il culo, anche mentre mi fotti. Palpalo forte e stringilo, poi spingimi ancora verso di te; sono completamente tua. Sei un porco, inizi a diventare selvaggio quando mi strizzi i capezzoli senza pietà; puoi approfittare di me in ogni modo. Quanto è passionale limonare mentre facciamo sesso; è come se la mia anima stesse andando in fiamme. È bellissimo fare l’amore con te, come riesci a essere così dolce ma risoluto? Sto per venire, non posso trattenermi, voglio bagnare ancora di più il tuo cazzone. Lasciami avvolgere le gambe contro la tua schiena e continua a darmelo così forte… non ti fermare… mhmm…”


Il silenzio era interrotto dagli intensi e acuti gemiti di godimento. I loro corpi si avvinghiavano con ardore, incapaci di trattenere le lancinanti palpitazioni, che quegli spasmi procuravano alle insaziabili carni; solo un attimo di tregua, lo stretto necessario per rispettare l’erotismo di quel momento. Le loro bocche si cercavano ancora più vogliose; il martello ricominciava a battere. Persisteva nell’inesorabile opera, aumentando gradualmente l’intensità a ogni colpo:



“Ho rischiato di svenire per la violenza dell’orgasmo che mi hai procurato. Sono fradicia adesso, i miei umori stanno affogando il tuo cazzo. Di nuovo i tuoi indomiti occhi neri; ti piace fissarmi mentre cedo al piacere. Dopo tutte quelle convulsioni la mia fighetta è ancora più sensibile; non è facile assecondare la veemenza di questo forsennato ritmo. Abusa pure del mio corpo come meglio credi, farei qualche cosa per il tuo godimento. I tuoi muscoli sono davvero erotici mentre si contraggono in questa frenesia; sono arrapanti così definiti e virili. Sei ancora più figo mentre fai l’amore, mi sento morire. Mhmm, il tuo cazzo è voglioso, non arresta il suo impeto neanche quando mi baci sul collo o mi succhi i capezzoli. Stai diminuendo la quantità dei colpi adesso, ma aumentando l’intensità; sto già gridando senza ritegno. Impazzisco quando me lo fai sentire tutto, sembra di avere un palo tra le cosce. Vuoi che tutto il piano sappia quanto sei bravo a letto facendomi urlare indecentemente? Va bene, che tutti ne vengano a conoscenza, questa notte sarò la tua cagna!”:


GIULIA: Mhmm, è enorme Ale, mi stai facendo impazzire… ma ti prego… Uhm, rallenta… la mia fighetta stretta non è abituata a prendere un cazzone così grosso…


“M’ignori, anzi, ti sollevi sulle braccia per spingerlo ancora più affondo; sento il tuo cazzo fin dentro le ovaie, mi stai sfondando la fica. Sembri un toro inferocito. Ora non mi guardi più, stai pensando solo al tuo godimento. Mi piace. Ora voglio gemere ancora più forte e raggiungere un altro orgasmo. Desidero ardentemente farti sentire il migliore di tutti a letto; lo urlerò così forte, affinché tutto l’hotel sappia che sono arrivata per la seconda volta. Con te non c’è bisogno di alcuna funzione o esasperazione, mi stai veramente fottendo il cervello!”:


GIULIA: Mi stai facendo morire, uhmm… amo il tuo cazzo… nessuno mi aveva mai scopata così… mhmm, voglio essere la tua troia personale… sono solo tua, fai l’amore come nessun altro… ti prego, non fermarti sto venendo… Ahhh, mhmm…



“Cavolo, che fervore. Questa volta non hai accennato a rallentare. Chissà cosa stai pensando, mentre mi dimeno sotto i tuoi colpi. Non puoi resistere oltre, non saresti umano; è tutta la sera che ti stuzzico. L’ho toccato, l’ho succhiato, ma nonostante tutto riesce ancora a controllare il tuo orgasmo. Ti chiamerò “Dio del sesso” quando mi donerai il tuo prezioso liquido afrodisiaco. Finalmente, anche la tua bocca non riesce più a celare il piacere; sei sexy, mentre emetti questi dolci lamenti di appagamento. Lo sento irrigidirsi, stai per venire. Mi piacerebbe, non sai quanto, accogliere la tua sborrata, ma non posso; l’ho promesso ad Anto. Meriteresti davvero di farcire la mia passerina, il tuo seme caldo, dentro di me, sarebbe la perfetta conclusione per la nostra prima volta insieme; sin dall’inizio, era questo il mio regalo per te. Non vorrei deluderti, lo rimugino controvoglia; ma devo fare qualcosa, o sarà troppo tardi per fermarti”:


GIULIA: Mhmm, non venire dentro…

ALESSANDRO: Uhmm, davvero biscottina… vuoi privarmi del piacere maggiore? Dai, rilassati, prendi la pillola… non c’è alcun rischio…

GIULIA: Ti prego Ale… sborra dove vuoi, ma fuori dalla figa…

ALESSANDRO: Lasciati andare… mhmm… L’hai detto tu stessa, ormai sei mia…


Quei languidi sussurri sembrano amplificare l’eccitazione dell’amante. Quelle parole avevano fomentato la sua perversione. Riprendeva ad accanirsi sul corpo stremato della mia fidanzata, ormai sottomessa all’estrema estasi. Continuava a penetrarla, con una violenza tale da impedirle di proferire parola; non era più in grado di palesare la disapprovazione, incapace di articolare frasi di senso compiuto. La bloccava senza pietà, tenendola per i polsi, ormai al culmine della sfrenata cavalcata:



“Sei indomabile, vuoi possedermi e fare di me ogni cosa desideri. Mi dispiace amore mio, ci ho provato, ma è lui che comanda. È questo che succede quando si fa la puttana. Spero che la pillola funzioni, sarebbe imbarazzante se m’ingravidasse alla prima scopata. Pazienza, m’inonderà la fica con il suo sperma caldo; devo accettare la sua volontà. Se dipendesse solo da me, ti avrei già supplicato di svuotarti le palle e riempirmi la fica di sborra bollente. Sento le palpitazioni del tuo cazzo e le contrazioni dei tuoi testicoli, mentre mi sbattono tra le chiappe. Tesoro, quanto sarebbe bello immortalare questo momento; se lo vedessi, forse riusciresti a perdonarmi.”


Il misericordioso collega aspettava fino all’ultimo secondo, prima di eruttare il suo piacere; voleva godere di ogni istante all’interno di quell’umido rifugio. Estraeva il cazzo e lo impugnava, dirigendolo verso la mia ragazza. Il primo schizzo, sfrontato e potente, andava a colpire le distanti labbra. I successivi fiotti perdevano gradualmente l’intensità, depositandosi un po’ seni e un po’ sulla pancia. Tra feroci urla liberatorie, riversava una copiosa quantità di sperma, denso e caldo, tra le gambe della mia fidanzata. Aveva marcato il territorio; la fighetta era completamente bianca e pervasa dal suo seme. Solo al culmine dell’ebbrezza, dopo essersi svuotato di ogni singola goccia, l’espressione arrogante tornava ad aleggiare sul suo volto. Avvicinava il membro, ancora in erezione, verso la bocca dell’ormai sua nuova conquista, pretendendo che fosse ripulito da eventuali residui. Solo quando si riteneva completamente appagato, gustandosi le ultime contrazioni, la esentava dal servizio orale. Era fiero di aver soddisfatto la sua donna, lei stessa lo aveva eletto il migliore. La sua predominanza non era mai stata così intensa:



ALESSANDRO: Wow, è stato fantastico, che sborrata mi hai fatto esplodere!

GIULIA: Mhmm, me lo togli già dalla bocca? Ti sto ringraziando per avermi ascoltata, temevo non riuscissi più a fermarti!

ALESSANDRO: Puoi rilassarti biscottina, te lo avevo già detto, dovrai essere tu a supplicarmi di fare ogni cosa!

GIULIA: Cavolo Ale, ma quanta ne avevi, ho la tua sborra ovunque! Hai macchiato anche le preziose calze!

ALESSANDRO: È colpa tua, è tutta la sera che mi trattengo! Che tentazione depositarla tutta dentro di te. Se me lo avessi chiarito prima, avrei preteso di svuotarmi dentro la tua calda bocca. Sarebbe stato eccitante fartela ingoiare tutta! Onestamente, non so se ci sei saresti riuscita, di sicuro non ti sarebbe convenuto!

GIULIA: Sei un porco, davvero volevi farcirmela? Consolati, almeno un po’ sei riuscito a farmela assaggiare! Guarda come hai ridotto la mia fighetta, è gonfia e completamente ricoperta della tua cremina. Ti spiace andare in bagno e cercare qualcosa per ripulirmi!? Portami tanta, tantissima carta!


“Sono sfinita. Cazzo, che scopata! Mi ha distrutta, è un vero stallone. Se mi fotte così per tutta la notte, domani non riuscirò neppure a camminare! Quanta sborra aveva dentro le palle? Mai vista una schizzata del genere! Mi ha addirittura centrato le labbra. Mhmm, almeno ho sentito il suo acre sapore, inizio a esserne dipendente. Sarebbe stato eccitante se mi avesse davvero obbligato a ingoiarla tutta. Tutta colpa di Anto! È stato lui a fomentare le sue voglie, accrescendo per tutta la sera il suo desiderio. Senza i suoi consigli, non sarebbe stato così intenso; gli avrei già fatto almeno due pompini con ingoio! Il minimo che possa fare è scattare qualche foto; vedrà con i suoi occhi i dei frutti della nostra immorale depravazione! Non penso esista modo più crudele e perverso per comunicargli che è ufficialmente cornuto!”


Approfittando della temporanea assenza del partner, la mia ragazza strisciava sul letto, raggiungendo lo smartphone, appoggiato sul comodino. Le sue movenze erano limitate dalla copiosa e abbondante quantità di liquido seminale, sparso su buona parte del corpo e concentrato maggiormente sul suo organo genitale. Scattava qualche foto in rapida sequenza, cercando di essere silenziosa per non insospettire il focoso amante. L’indomito toro tornava poco dopo nella stanza. Porgeva fiero, alla sua spasimante, un rotolo di carta igienica; mentre la contemplava, ancora provata e ansimante, si compiaceva nel vederla domata alla sua virilità. Con il solito ghigno presuntuoso, provocava la preda appena conquistata; era abile nell’alternare quell’atteggiamento sfrontato a momenti di dolcezza e lusinghe:


ALESSANDRO: Sei bellissima così, il mio sperma ti dona molto! Soffro nel vedertelo ripulire! Che ne dici di un selfie ricordo, solo per noi?

GIULIA: Il solito stupido megalomane! Anche se ogni tanto, riesci a dire qualcosa di sensato! Vieni qua e facciamoci questa foto, col mio telefono ovviamente!

ALESSANDRO: Sei incantevole, è incredibile quanto sei fotogenica, devo averla assolutamente. Tutta scompigliata, dopo il sesso, sei ancora più bella! Facciamone un’altra, questa volta mentre ci baciamo.

GIULIA: Siamo carini anche in questa! Potevi evitare di fare il viscido con tutta quella lingua! Terrò queste immagini solo per me!

ALESSANDRO: Fai la timida ed egoista adesso? Non ha senso, ho già un tuo scatto a seno nudo! Quelle macchioline di sperma impreziosiscono le tue tette, non puoi essere così crudele da non condividerle con me!

GIULIA: Ti piacciono le fotografie porno?

ALESSANDRO: Moltissimo, mi eccita sia scattarle, sia riguardarle in un secondo momento. È intrigante rivivere la passione di quegli istanti, per sempre immortalati come in un ritratto. L’hai mai fatto con il tuo fidanzato?

GIULIA: No, mai. Sei stato il primo al quale abbia inviato materiale così esplicito. Tanto per cambiare, mi stai portando sulla brutta strada!

ALESSANDRO: Non c’è niente di male, mi stupisce non abbia mai fatto questa esperienza. Un’altra piacevole occasione per rimediare a questa grave mancanza! Ti va di provare?

GIULIA: Mi stuzzicano le tue proposte indecenti, però vorrei usassimo solo il mio telefono. Non è che non mi fidi, ma sono io quella che ha più da perdere in questa storia.

ALESSANDRO: Lo sai, terrei le foto soltanto per me; non ti metterei mai nei casini, facendoti passare per zoccola. Sono geloso dei miei ricordi, non condividerei mai questi contenuti con altri uomini.

GIULIA: Va bene, mi hai convinta, ma potrai scegliere solo una foto, fra tutte quelle che scatterai. Potrai conservarla e sarà tutta tua! Per adesso, è il massimo che possa concederti.

ALESSANDRO: Dai tesoro, solo una?

GIULIA: Non fare il piagnucolone, ti è già tornato il cazzo duro! Non sei per niente sexy mentre frigni come un bambino!

ALESSANDRO: Mhmm, che sguardo malizioso! Ho già qualche idea artistica, vorrei iniziare a immolarti mentre mi succhi un po’ cazzo!

GIULIA: Non posso credere che ti sia già ripreso! Va bene, sarò la tua porno attrice stanotte! Coccoliamoci ancora un po’, poi spostiamoci nell’idromassaggio. Ho sempre avuto la fantasia di farlo in una Jacuzzi!


To be continued

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